Puerto de Ideas Antofagasta. El padre. Formas históricas, psicológicas, culturales

La juventud violenta de los guetos norteamericanos, los drogadictos sin alternativas de América Latina y los adolescentes suicidas franceses tienen algo en común: la ausencia de padres. A diferencia de la maternidad, la paternidad es un hecho casi exclusivamente cultural que parece nacer junto con la familia monógama. La maternidad siempre ha existido en toda la escala zoológica evolutiva. La paternidad, en cambio, es una adaptación reciente, aún insegura y precaria. Esto significa que debe enseñarse nuevamente a cada generación, de lo contrario se pierde. Las mayores figuras míticas de la Antigüedad clásica pueden verse como un resumen de la afirmación del padre, pedestal de la cultura de Occidente. La industrialización y las guerras mundiales llevaron materialmente a los “padres” cada vez más lejos. A su vez, los “padres terribles” -los dictadores del siglo XX- aceleraron la desaparición del padre como símbolo. Los jóvenes de hoy aprenden entre sí a entrar en la adultez y en la sociedad, y a veces se avergüenzan de recurrir a la experiencia de su padre, incluso si en privado afirman sentir un profundo anhelo por él.

In questa strada di Buenos Aires. Teatro Franco Parenti Milano

Ho avuto la fortuna di conoscere paesi lontani non dall’esterno, come turista, ma dalla parte dell’anima: facendo supervisioni. Nella supervisione uno psicoanalista esperto discute casi clinici con i colleghi ancora in formazione. In certe società ed epoche, il male individuale è difficilmente districabile da quello politico: non si può quindi affrontare soltanto con la terapia. Per esprimere questa sensazione mi sono a volte aiutato scrivendo, oltre ad appunti clinici, Dialoghi sul male. Qui racconto una supervisione – ampiamente modificata, anche per garantire l’anonimato – tenuta a Buenos Aires, dove molte analisi riguardano il tema dei desaparecidos.
Luigi Zoja

di Luigi Zoja
con Sara BertelàLaura MarinoniRoberta Lanave

con la gentile partecipazione di Luigi Zoja

“Sei mia”. Serata di riflessione al Piccolo Teatro. Milano

La serata culturale e civile in programma per venerdì 23 marzo 2018 alle ore 20.30 dal titolo “Sei mia” si terrà al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano (via Rivoli 6) per proporre una riflessione sul tema della violenza maschile contro le donne.

Dopo i saluti di Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro di Milano, e di Daria Colombo, delegata del Sindaco di Milano per le Pari Opportunità di Genere, ad aprire la serata è l’intervento del filosofo Salvatore Veca cui seguiranno gli interventi di numerose personalità della cultura, tra cui Silvia Vegetti Finzi, Carmen Leccardi e Luigi Zoja che discuterà dell’identità maschile facendo ricorso alla figura mitologica del centauro, che come unione sessuale conosceva solo lo stupro, e sottolineando come il maschio quando è incapace di soluzioni psicologiche faccia spesso riscorso alla violenza per risolvere il problema.

Ideazione: Marco Manzoni, Studio Oikos
Carmen Leccardi, Università Milano-Bicocca

Ingresso gratuito con prenotazione online sul sito www.piccoloteatro.org 

 

Raccontarsela. La narrazione fra memoria e rimozione. Milano

In occasione della ricorrenza della Giornata della Memoria, la Fondazione Feltrinelli ospiterà una serata di incontri sul tema.

Alle 18:30 ci sarà l’incontro pubblico tra il giornalista e scrittore Paolo Rumiz e lo psicanalista e scrittore Luigi Zoja. Modera David Bidussa. In collaborazione con Ariele, Associazione Italiana di Psicosocioanalisi.

A seguire alle 20:30 in Sala Polifunzionale l’anteprima nazionale Il silenzio del mare di Vercos a cura di Raffaele Esposito.

Inventare una nuova prossimità. La città del noi. Padova

All’interno del convegno La città del noi. Una proposta per Padova: rinsaldare il tessuto delle relazioni (La città che non si strappa. Laboratori d’arte – Comunità di Sant’Egidio) discuteranno Monsignor Vincenzo Paglia – Arcivescovo, presidente della Pontificia Accademia per la vita e Luigi Zoja – Psicoanalista e scrittore sul tema di una nuova prossimità nelle relazioni.

 

Dialoghi Intorno al Teatro: Il Padre, aspetti storici, sociali, psicologici. Cremona

Riflettere, approfondire, confrontarsi: con queste intenzioni e grazie alla consolidata intesa – nata nel 2015 – fra il Ponchielli e Assessorato alla Trasparenza, alla Vivibilità Sociale, alle Pari Opportunità, Ufficio Comunicazione dell’Azienda Socio-Sanitaria Territoriale, Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati e Ufficio della Consigliera Provinciale di Parità della Provincia di Cremona, è nata la “rinnovata” sesta edizione dei Dialoghi intorno al Teatro. Quattro appuntamenti con professionisti ed esperti per entrare nel vivo delle tematiche che legano alcuni degli spettacoli in cartellone nella stagione di Prosa 2017/2018. Si affronteranno le molteplici forme di genitorialità, le trasformazioni della famiglia e in particolare della figura paterna, sulla scia dei testi di Antonio Latella (Pinocchio), Tindaro Granata (Geppetto e Geppetto) e Antonio Tarantino (Stabat Mater). Si parlerà anche di fisica – declinata nella moderna tecnologia – e il rapporto, controllato o incontrollato, che il nostro vivere ha con essa; argomento cardine di Le avventure di Numero Primo di Marco Paolini e Copenaghen di Michael Frayn. Oltre agli incontri, La bottega del caffè, classico del teatro goldoniano, sarà parte integrante delle proposte presentate all’interno del progetto di prevenzione al gioco d’azzardo, Gioco Sapiens, promosso da Regione Lombardia e coordinato dal Comune di Cremona, il cui programma prevede azioni di informazione e formazione per contrastare quella che ormai è diventata una grave e dilagante patologia.

Nella mente di un terrorista. Festival della Criminologia di Genova

La criminologia è una scienza multidisciplinare che studia l’origine, la prevenzione, il controllo, l’investigazione e le conseguenze dei comportamenti criminali, sia a livello individuale sia sociale.
Forte del successo della due edizioni torinesi (la prima nel 2016), il Festival della Criminologia si sposta anche a Genova, sabato 13 gennaio e domenica 14 gennaio. Due giornate di incontri, nelle prestigiose sale di Palazzo Ducale, immaginati per coinvolgere
un target transgenerazionale ed eterogeneo interessato alla sfera dei fenomeni criminali: eventi per professionisti e studiosi al mattino, incontri per appassionati e curiosi il pomeriggio e la sera.
Questa prima edizione ligure comprenderà lezioni magistrali di criminologia e psichiatria forense, incontri con esperti su noti fatti di sangue genovesi, appuntamenti di letteratura gialla e noir, spettacoli a tema, laboratori interattivi e mostre, una delle quali realizzata in collaborazione con l’archivio de Il Secolo XIX: un viaggio nelle immagini che hanno
fatto la storia della nera in Liguria.
La manifestazione, organizzata dall’associazione torinese No Crime in collaborazione con Il Secolo XIX, ha come obiettivo la creazione di un canale d’attenzione sui nuovi scenari della ricerca del crimine.

Sabato 13 gennaio all’interno della manifestazione, si terrà l’incontro tra Maurizio Molinari (direttore La Stampa) e gli autori del volume edito da Einaudi Nella mente di un terrorista: Luigi Zoja (psicoanalista, scrittore Einaudi e Bollati Boringhieri) e Omar Bellicini (esperto comunicazione Arma Carabinieri, scrittore Einaudi).

 

La morte del prossimo: eccesso di virtualità. Rimini

All’interno della nona edizione di Biblioterapia. Come curarsi (o ammalarsi) coi libri curata da Oriana Maroni per la Biblioteca Gambalunga di Rimini, con la collaborazione dell’Ufficio scolastico di Rimini, il contributo di Gruppo SGR e il sostegno di IBC, si terrà anche un incontro con Luigi Zoja.

“Per millenni, un doppio comandamento ha retto la morale ebraico-cristiana: ama Dio e ama il prossimo tuo come te stesso. Alla fine dell’Ottocento, Nietzsche ha annunciato: Dio è morto. Passato anche il Novecento, non è tempo di dire quel che tutti vediamo? È morto anche il prossimo. Abbiamo perso anche la seconda parte del comandamento perché abbiamo dimenticato che – tanto in ebraico nel Levitico, quanto in greco nei Vangeli – prossimo significava una cosa molto semplice: il tuo vicino, quello che vedi, senti, puoi toccare. Da una parte il rapporto col prossimo scompare sotto l’assalto dell’individualismo e nell’anonimato della società di massa; dall’altra la tecnologia ci regala sempre nuove occasioni di comunicazione coi lontani, sottraendoci il tempo e le energie che dedicavamo ai vicini”.

Ingresso libero e gratuito.